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Importanza del controllo periodico (riletto in occasione di un periodo difficile)

  • netrising
  • 12 Maggio 2020

L’emergenza che stiamo vivendo da metà marzo chiusi dentro alle nostre case, ha provocato tutta una serie di riflessioni, considerazioni, ed evidenze alle quali non eravamo probabilmente preparati.
Il venir meno dei contatti sociali, della routine e delle abituali azioni ha permesso di osservare con occhi diversi le cose le persone e finanche le antipatiche incombenze e tutto ciò a cui eravamo soliti attribuire una relativa importanza.
Ora che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle questo periodo difficile e che stiamo cercando di ritornare, con grande fatica, alla “normalità”, è bene fare tesoro delle riflessioni maturate e di ciò che abbiamo imparato durante il tempo trascorso chiusi nelle nostre case.
Per quanto riguarda l’incontro periodico con me (definito superficialmente “visita di controllo”) molti pazienti che erano abituati a farlo, si sono resi conto in questo periodo in cui fisicamente non è stato possibile farlo, del reale valore che quell’incontro ha ai fini del risultato del loro percorso migliorativo intrapreso.

Quando propongo al paziente di tornare con regolarità al confronto e allo scambio reciproco per migliorare i comportamenti, i pensieri e le emozioni che scaturiscono dal percorso alimentare, so perfettamente che quell’incontro costituirà uno strumento indispensabile alla buona riuscita del percorso stesso, perché il cambiamento consigliato – non solo sulla taglia dei pantaloni, ma sul comportamento alimentare e sullo stile di vita – necessita l’adozione continuativa e persistente di pensieri e conseguentemente comportamenti coerenti all’obiettivo desiderato.

Il percorso che sono solita consigliare non si ferma mai alla perdita di qualche chilo sulla bilancia, ma è volto all’adozione, appunto, di strategie comportamentali continuativamente applicabili e per fare questo è indispensabile allenare la mente a comportamenti che devono diventare abituali, consueti e, come tali, applicabili anche durante un periodo così difficile com’è la chiusura da emergenza sanitaria.
Volutamente utilizzo il verbo ”allenare” perchè solo dalla ripetuta applicazione del ragionamento e dalla rilettura dell’uso del cibo che il paziente fa sul proprio vissuto, è possibile prima comprendere e conseguentemente modificare o modulare o correggere il comportamento adottato.

Infatti, il paziente che era riuscito ad adottare e fare propri i comportamenti abitualmente corretti e sani, non è stato penalizzato dallo stravolgimento causato dall’emergenza sanitaria, mentre il paziente che aveva appena cominciato il proprio percorso o che probabilmente non aveva dato sufficiente importanza alle indicazioni comportamentali e cognitive offerte non rinnovando con il contatto terapeutico periodico concetti e strategie – si è ritrovato a dover affrontare difficoltà emotive che ha fronteggiato per lo più mangiando o più spesso sottraendosi all’impegno di seguire le indicazioni alimentari previste dal suo progetto alimentare.

Ecco pertanto come la fatica dell’emergenza sanitaria ha permesso ad alcuni di dare valore al percorso intrapreso, comprendendo forse per la prima volta come questo non sia assolutamente alla stregua di una qualunque altra prescrizione alimentare o banalmente di una dieta, vale a dire un insieme di norme alimentari a cui attenersi senza un impegno mentale e cognitivo.

Da parte mia l’orgoglio e la rinnovata fiducia nella modalità cognitivo-comportamentale che applico nello svolgimento della mia professione, che vuole risultare profondamente diversa per i contenuti emozionali e comportamentali offerti al paziente, che vanno oltre al conteggio calorico o alla distribuzione degli alimenti in seno alla settimana.

In altre parole imparare a mangiare correttamente e così facendo a rispettare il proprio corpo, significa essere più forti fisicamente e anche mentalmente per affrontare la fatica quotidiana, lo stress lavorativo ed ogni tipo di sollecitazione impegnativa della vita.
Il cibo deve smettere di rappresentare soltanto un conforto piacevole oppure lo strumento punitivo e limitato di una dieta.
L’emergenza 2020 mi auguro rappresenti l’occasione per adottare una volta per tutte la consapevolezza che imparare ad utilizzare correttamente il cibo significa avere uno strumento in più per vivere bene e affrontare meglio le fatiche della vita.

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